Sempre più in salute con la Mela: novità da Apple Watch.

Con il Caffettino di oggi brindiamo alla salute di tutti, raccontandovi le ultime novità che arrivano da casa Apple: in futuro l’Apple Watch potrebbe misurare il livello di ossigeno nel sangue, facendo un ulteriore passo in avanti per salvaguardare la salute degli utenti. Infatti questa nuova funzione andrebbe ad aggiungersi al sistema di elettrocardiogramma dello smartwatch di Apple, che nel tempo ha già salvato diverse vite grazie alla possibilità di monitorare con precisione e puntualità l’attività cardiaca. Questo nuovo strumento potrebbe rivelarsi molto utile per controllare lo stato di salute delle persone e per avvertirle in caso di eventuali infarti imminenti, ma non solo.


Monitorare il livello di ossigeno nel sangue è fondamentale anche per individuare la presenza di altre malattie o di particolari disfunzioni. E il vantaggio del nuovo sistema di Apple Watch risiede nella costanza con cui è possibile eseguire un...

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Il valore delle parole nell’emergenza coronavirus.

“Le parole sono importanti”, diceva Nanni Moretti in un film di ormai oltre trent’anni fa. Anche se è passato molto tempo, il concetto è valido ancora di più oggi, ai tempi del coronavirus. In questo Caffettino infatti parliamo del valore delle parole in un momento in cui c’è bisogno di chiarezza, da parte di chi come noi lavora nel mondo della comunicazione. All’inizio di quella che ormai è una pandemia, c’era chi affermava che il coronavirus fosse come un’influenza e non solo: oltre agli esperti della materia, ogni comunicatore trattava il tema a suo modo, anche usando dei vocaboli propri. Ma viviamo in un’epoca in cui le parole spesso sono sminuite e deformate.


Se da un lato cerchiamo di rendere comprensibili i fatti, dall’altro ciascuno finisce per utilizzare un proprio vocabolario, fatto magari di inglesismi o di parole che generano equivoci linguistici digitali: influenza, influencer,...

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Incazzatura da coronavirus? Pazienza.

Lasciatemi indovinare: siete incazzati perché siete già stufi di lavorare in smart working. Tranquilli, non siete soli e questo Caffettino vi aiuterà a capirlo e a comprendere come affrontare la situazione in cui siamo. Oggi infatti non parliamo di notizie o novità tecnologiche, ma ci concentriamo sulle persone e sul loro modo di affrontare questo periodo di incertezza. Sicuramente è un fatto che siamo tutti più nervosi: bloccati in casa ci sentiamo come topi in gabbia e il discorso non vale soltanto per i professionisti o gli startupper, ma anche per i dipendenti e i manager che lavorano nelle aziende, le quali stanno reagendo alla situazione con lentezza e in modo poco concreto.


Magari all’inizio abbiamo approcciato questa nuova modalità lavorativa con slancio e abbiamo affrontato le conference call anche con un certo entusiasmo, cercando di sdrammatizzare e di pensare che questo periodo finirà. Ma poi è entrata...

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Dark Mode. Il lato oscuro delle app.

Il Caffettino di oggi è più scuro del solito. Anzi, è proprio dark. Infatti parliamo della Dark Mode, la modalità notturna disponibile per diverse applicazioni come Facebook Messenger, Telegram e da pochi giorni anche WhatsApp. In particolare la Dark Mode nasce per proteggere la nostra vista, dato che una retro-illuminazione elevata, oltre a essere fastidiosa, affatica gli occhi specialmente quando è sera. Al contrario, la possibilità di visualizzare le app con sfondo nero evita di stancare gli occhi negli ambienti con poca luce. Ma al di là dei vantaggi nell’usare la Dark Mode al posto di una luminosità troppo intensa, capiamo quanto davvero ne abbiamo bisogno.


Nel recente video di lancio della Dark Mode per WhatsApp, quest’ultima è presentata come una funzione che ci tutela anche nei rapporti affettivi: lo spot mostra una coppia a letto, tranquilla fino al momento in cui uno dei due prende il cellulare con...

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iPhone rallentati: Apple pagherà 450 milioni.

Il Caffettino non invecchia mai, perché si rinnova ogni giorno con notizie e temi sempre attuali. Invece i vostri device potrebbero essere invecchiati prima del dovuto. Questo perché alcuni produttori hanno messo in atto nel tempo strategie di obsolescenza programmata che limitano la durata di un prodotto a un periodo prefissato. È ciò che è accaduto con Apple, che spingeva i clienti ad aggiornare i software dei propri iPhone per continuare ad utilizzarli. La conseguenza di questi aggiornamenti però era il rallentamento dei dispositivi, con la conseguenza che le persone erano obbligate ad acquistare un nuovo modello o a sostituire la batteria del proprio smartphone.


In seguito a questo problema, i clienti hanno organizzato una class action contro Apple. Ed è notizia di questi giorni che il colosso americano pagherà 450 milioni di euro, corrispondenti a 500 milioni di dollari, per chiudere il contenzioso con i consumatori. In...

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Scuola e lavoro da remoto anche nel futuro prossimo?

Questo Caffettino è una miscela di notizie cattive e buone. Se da un lato infatti ciò che sta accadendo nel nostro Paese e nel mondo ci preoccupa tendendoci letteralmente con il fiato sospeso, dall’altro stanno cambiando le nostre abitudini di ogni giorno, anche in senso positivo: parliamo del lavoro e dello studio da remoto che stanno prendendo piede nelle aziende, nelle scuole e nelle università. Per quanto riguarda il mondo del lavoro, gli uffici sono vuoti e mentre in alcune aziende i dipendenti sono in ferie, in altre le persone stanno lavorando da casa. Ma questo smart working obbligato ha l’effetto di migliorare le performance dei lavoratori oppure di ridurle?


Già da qualche anno lo smart working si stava facendo largo in diverse aziende italiane, ma oggi naturalmente molte realtà stanno accelerando fortemente l’adozione di questa soluzione. E stando a ciò che ho potuto capire da amici, colleghi e chi mi segue sui...

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LinkedIn. Stories di ordinari social.

Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger e Snapchat. Ormai solo il Caffettino non ha le Stories. Comunque non ne abbiamo bisogno, perché la voce per definizione è una infinita fonte di storie. Quella che vi racconto oggi riguarda proprio le Stories, che presto arriveranno anche su LinkedIn, la celebre rete professionale di cui ormai quasi tutti facciamo parte. In particolare, dopo una prima fase di test interna, a partire dai prossimi mesi le Stories di LinkedIn saranno disponibili per gli utenti in versione beta. Una novità importante per la piattaforma di Microsoft, che dopo le LinkedIn Live introduce un altro strumento per condividere i propri contenuti.


Come avviene per altri social, le LinkedIn Stories saranno costituite da video di pochi secondi che spariranno dal feed dopo ventiquattro ore. L’obiettivo sarà quello di arricchire i profili con le esperienze professionali, in un racconto virtuale della propria giornata lavorativa. Le versione...

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CoronaCoin: la speculazione ai tempi del coronavirus.

Nel Caffettino ci siamo già occupati di coronavirus, sia in relazione all’intelligenza artificiale che ci aiuta a prevedere l’andamento dell’epidemia, sia per quanto riguarda la creazione di contenuti ai tempi del virus. Ma oggi non possiamo fare a meno di tornare sull’argomento, perché dopo l’aumento ingiustificato dei prezzi di mascherine e igienizzanti è in atto una nuova speculazione sulla malattia, stavolta nell’ambito dell’economia digitale. Sì, perché recentemente è nato il CoronaCoin: si tratta di una criptovaluta creata da un team di sette sviluppatori, la maggior parte residenti in Europa, che è stata lanciata con un semplice post su Reddit.


Come funziona? All’inizio gli autori dell’iniziativa hanno messo a disposizione un numero di criptovalute pari a quello della popolazione mondiale, di poco superiore ai 7,6 miliardi. Poi ogni quarantotto ore hanno iniziato a...

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Il candidato USA è un fake, ma Twitter lo verifica.

Siete certi che dietro il Caffettino ci sia io in persona e non qualcun altro? Ovviamente vi sto provocando, perché la mia identità è verificata al cento per cento. Ma attenzione, perché online è facile creare false identità facendosi passare per qualcun altro. È ciò che ha fatto uno studente di diciassette anni negli Stati Uniti, creando un account fake di un candidato repubblicano alle elezioni americane. Fin qui tutto normale, ma la vera notizia è che Twitter ha verificato l’account, concedendogli il badge blu che permette alle persone di sapere che un profilo di interesse pubblico è autentico. Quali sono state le conseguenze della bravata di questo teenager?


Una volta verificato l’account gli utenti hanno iniziato a interagirci, come se fosse di una persona reale. In particolare, il profilo era quello di Andrew Walz, candidato del Rhode Island che aveva come slogan: “Facciamo il cambiamento a...

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Google vieta l’iscrizione agli under 14.

Il nostro Caffettino si può gustare a ogni età, ma online ci sono contenuti che non dovrebbero essere alla portata di tutti. Per questo Google dal 31 marzo introdurrà nuovi termini di servizio, secondo i quali per creare un account i minori di 14 anni dovranno essere supervisionati da un genitore o da un tutore legale. In particolare, per creare un nuovo account si dovrà passare per un’app disponibile sia per Android che per iOS, Google Family Link, che permette agli adulti già in possesso di Gmail, di un’app o in generale di un profilo Google di creare un altro account collegato ai minori di età inferiore ai 14 anni. Ma come funziona nel dettaglio Family Link?


Al momento non è ancora chiaro come avverrà concretamente il controllo sui ragazzi, ma è già noto che con Family Link si potranno gestire le impostazioni del profilo Google dei propri figli, le applicazioni e i tempi di utilizzo, sarà...

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