Coronavirus e monetizzazione: Youtube dice sì.

Il Caffettino di oggi affronta il tema del coronavirus da un punto di vista diverso, quello della monetizzazione. Infatti una settimana fa Youtube aveva deciso di impedire ai creatori di contenuti di trarre profitto dai video ad argomento coronavirus, per evitare il rischio di distorsioni dell’informazione. Ma di fronte al fatto che oggi tutti parlano di coronavirus Youtube, minacciata nei propri profitti, ha deciso di fare un parziale dietro front, permettendo ad alcuni creatori di contenuti di affrontare il tema nei propri filmati ricavandone profitto mediante la pubblicità. Ma se è oggi è possibile includere advertising nei video in questione, ci sono alcune limitazioni.


Come accennato, solo determinati creatori di contenuti possono trarre guadagni dalla visualizzazione della pubblicità all’interno dei propri video che parlano di coronavirus. In particolare Susan Wojcicki, responsabile dell’advertising di Youtube, ha dichiarato in un...

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Il valore delle parole nell’emergenza coronavirus.

“Le parole sono importanti”, diceva Nanni Moretti in un film di ormai oltre trent’anni fa. Anche se è passato molto tempo, il concetto è valido ancora di più oggi, ai tempi del coronavirus. In questo Caffettino infatti parliamo del valore delle parole in un momento in cui c’è bisogno di chiarezza, da parte di chi come noi lavora nel mondo della comunicazione. All’inizio di quella che ormai è una pandemia, c’era chi affermava che il coronavirus fosse come un’influenza e non solo: oltre agli esperti della materia, ogni comunicatore trattava il tema a suo modo, anche usando dei vocaboli propri. Ma viviamo in un’epoca in cui le parole spesso sono sminuite e deformate.


Se da un lato cerchiamo di rendere comprensibili i fatti, dall’altro ciascuno finisce per utilizzare un proprio vocabolario, fatto magari di inglesismi o di parole che generano equivoci linguistici digitali: influenza, influencer,...

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I contenuti oltre il coronavirus.

Se siete stanchi di leggere notizie che riguardano esclusivamente il coronavirus, questo Caffettino fa per voi. Oggi infatti parliamo della creazione di contenuti al di là delle tendenze che si impadroniscono dell’informazione, proprio come nel caso del famigerato virus. Non è possibile che i portali, i siti e i quotidiani di ogni Paese parlino soltanto di questo, come se nel mondo non stesse accadendo nient’altro. Eppure, andando sui vari aggregatori di notizie come Google News, sembrerebbe l’esatto contrario. Tra l’altro il fenomeno è molto più esteso di così, perché riguarda anche i siti specialistici, ad esempio quelli che si occupano soltanto di informazione tecnologica.


Ciò accade perché il pubblico è talmente assuefatto alle tendenze che i creatori di contenuti come Youtuber, podcaster o blogger non potrebbero parlare di altro, anche se lo volessero: l’algoritmo non premia i contenuti...

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Tre motivi per realizzare podcast aziendali.

Nel nostro Caffettino parliamo frequentemente di aziende, ma spesso anche loro hanno qualcosa da dire. E sicuramente anche per loro i podcast possono rivelarsi un mezzo ideale di comunicazione. Infatti, se fino a qualche tempo fa il podcast era visto come una sorta di puntata radiofonica dal contenuto artistico, da tempo anche in Italia questo strumento è diventato un asset importante per le imprese. Naturalmente sono di parte, per via della mia masterclass e dei miei corsi, ma è un fatto che i podcast possono dare slancio ad un’azienda, facendo in modo che l’ascoltatore si senta più vicino a chi comunica. Di certo fare podcast è faticoso, perché ogni giorno bisogna realizzare e comunicare un contenuto, senza contare che non c’è uno staff ad aiutarci poiché siamo soli davanti al microfono. Ma nonostante questo aspetto, vi assicuro che vale la pena realizzare dei podcast per la vostra azienda. Perché? I motivi...

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Il Caffettino in podcast fa bene anche a Spotify.

Come direbbe qualcuno, il Caffettino di oggi è un metapodcast, ossia un podcast che parla di podcast. Parliamo infatti di come i podcast contribuiscono al successo di Spotify, il celebre servizio di streaming on demand dove tra l’altro trovate anche il nostro Caffettino. Ma torniamo alla notizia: Spotify ha da poco reso noto che nel corso dello scorso anno l’ascolto dei podcast è aumentato del 200%. Un dato sorprendente, se si considera anche che in catalogo i podcast disponibili sono più di 700mila contro gli oltre 30 milioni di brani musicali: nonostante i podcast siano di molto inferiori rispetto alla musica, emerge un forte interesse da parte del pubblico nei loro confronti.


Nel 2019 sono aumentati anche gli utenti a pagamento: gli abbonati premium sono 124 milioni, cioè un 29% in più rispetto all’anno precedente, la crescita più alta mai registrata dall’azienda. Per quanto riguarda il totale degli iscritti alla...

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La mia opinione sulle opinioni.

Al bar, dove si prende un altro tipo di Caffettino, tutti sembrano avere un'opinione su tutto. Anche online comunque non si scherza: la rete pullula di opinionisti che hanno sempre qualcosa da dire sull'ultimo argomento di attualità. Invece nel nostro podcast di oggi parliamo di quanto a volte sia bello non avere un'opinione e magari ascoltare quelle degli altri. Potrebbe sembrare un paradosso, dato che ogni giorno nei Caffettini, nei video e negli eventi parlo di tematiche legate al mondo del digitale, della tecnologia o delle startup, ma capita anche a me di non sapere cosa dire e non reputo che questo sia un problema. Anzi.


Ritengo che non avere sempre un'opinione sia utile, perché dare un punto di vista su qualcosa che non conosciamo a fondo solo per prendere posizione ci espone al rischio di brutte figure o peggio, di ripetere quello che dicono gli altri. Al contrario, esprimere un'opinione ragionata è un'arte complessa e che purtroppo appartiene a pochi:...

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Alessandro Barbero scrive la storia dei contenuti lunghi.

Il nostro Caffettino di oggi è denso di contenuti, proprio come i video di Alessandro Barbero. Forse lo avete visto raccontare in modo coinvolgente la storia del Medioevo su Super Quark, oppure vi è capitato di guardare una sua lezione su Youtube. Se invece non lo conoscete, vi conviene comunque ascoltare questo podcast, perché Barbero rappresenta un esempio eccellente di come i contenuti lunghi possano ottenere un successo significativo presso un pubblico molto ampio. Barbero infatti, pur non avendo profili social, è diventato un vero e proprio influencer su Youtube con migliaia di visualizzazioni all'attivo. Qualche esempio?


Il suo video su Caterina da Siena, lungo più di un'ora, ha raccolto oltre 270.000 view. E la sua retrospettiva completa sull'Impero Ottomano, della durata di circa sei ore, ha ottenuto quasi 325.000 visualizzazioni. Si tratta di numeri che ricordano quelli di Twitch, la piattaforma di livestreaming per gli appassionati di...

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Il piano editoriale è morto, ma i contenuti sopravvivono alla grande.

Prima di ascoltare questo Caffettino, preparate i fazzoletti. La notizia di oggi infatti è tutt'altro che positiva: il piano editoriale è morto. All'inizio credevamo che postare un articolo a settimana su un blog fosse sufficiente. Poi ci siamo illusi che pubblicare ogni giorno un post sui social sarebbe stato abbastanza. Infine abbiamo pensato erroneamente che programmare e postare stories in ogni singolo momento della nostra vita avrebbe avuto un senso. Ma poi ci siamo scontrati con una realtà ben diversa dalle nostre aspettative. Una realtà fluida in cui le informazioni, le situazioni e le competenze sono totalmente mutevoli e difficili da prevedere.

Facciamo un esempio per capire meglio perché il piano editoriale è morto: poniamo che un'azienda, un Brand o un professionista realizzi un classico piano editoriale per organizzare i propri contenuti sui social. Ebbene, nella maggior parte dei casi questo piano editoriale sarà stravolto...

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