Zoom corregge la falla nella privacy e non invia più i dati a Facebook.

Apr 10, 2020

Oggi con il nostro Caffettino torniamo a parlare di Zoom, la piattaforma per webinar, meeting e collaborazioni da remoto sempre più utilizzata dagli utenti durante la quarantena. La notizia di questi giorni è che Zoom ha eliminato una grave falla nella privacy: il sito Motherboard aveva dimostrato che la app iOS di Zoom inviava a Facebook la posizione dell’utente, i dettagli del dispositivo utilizzato e altri dati, anche nel caso in cui l’utente non avesse o non fosse collegato a un profilo Facebook. Adesso però lo stesso sito segnala che l’app iOS è stata aggiornata per interrompere l’invio di questi dati, visto che la stessa società ha dichiarato che non erano necessari.


In particolare, Zoom venerdì scorso ha scritto sul proprio blog: “Inizialmente abbiamo implementato la funzione 'Accedi con Facebook' utilizzando Facebook SDK per iOS (Software Development Kit) al fine di fornire ai nostri utenti un altro modo semplice per accedere alla nostra piattaforma. Tuttavia, ci siamo resi conto che il Facebook SDK stava raccogliendo informazioni sul dispositivo non necessarie. La privacy dei nostri clienti è incredibilmente importante per noi e quindi abbiamo deciso di rimuovere l'SDK di Facebook nel nostro client iOS e abbiamo riconfigurato la funzione in modo che gli utenti possano ancora accedere con Facebook tramite il loro browser".


Come accennavamo all’inizio, in questo periodo stiamo assistendo a un’esplosione dell’utilizzo di Zoom: se fino a poco tempo fa la piattaforma era utilizzata principalmente dagli addetti ai lavori, ultimamente è diventata un must anche per gli utenti comuni. Ma questi ultimi tendenzialmente non leggono i disclaimer, perciò sono passate settimane prima di scoprire che milioni di persone tramite l’applicazione iOS di Zoom hanno inviato i propri dati a Facebook. Una notizia che ricorda lo scandalo Cambridge Analytica, che aveva raccolto i dati personali di milioni di account Facebook senza il loro consenso, utilizzandoli per scopi di propaganda politica.


Nonostante la notizia della falla nella privacy di Zoom risalga a diversi giorni fa, non ha avuto molta risonanza. Questo perché siamo assuefatti alle ingerenze sull’utilizzo dei nostri dati e per certi versi sacrifichiamo la nostra privacy in favore di ciò che la tecnologia ci permette di fare: nel caso di Zoom, le aziende preferiscono utilizzare la piattaforma per fare formazione piuttosto che sapere dove vanno a finire i propri dati, da chi sono letti e come vengono utilizzati. Invece sarebbe il caso di fare qualche riflessione in merito ogni tanto, non con spirito paranoico, ma per avere la consapevolezza di ciò che la tecnologia ci può dare e togliere allo stesso tempo.


E voi cosa ne pensate?


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Buon ascolto e condividete!

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