Donald Trump bannato dai social: la libertà di parola è in pericolo?

Jan 17, 2021

Ascolta "Donald Trump bannato dai social: la libertà di parola è in pericolo?" su Spreaker.

Se siete appassionati di business, di marketing e di digital sappiate che dal lunedì al venerdì, alle 7:30, pubblico il mio podcast del Caffettino, in cui parlo proprio di tematiche e notizie che riguardano questi mondi come se fossi insieme ai miei ascoltatori davanti a una macchinetta del caffè virtuale. Questa settimana la mia community ha apprezzato particolarmente il Caffettino di martedì 12 gennaio, in cui mi sono interrogato su un tema molto importante quale la libertà di parola. Un argomento quanto mai attuale alla luce delle recenti vicissitudini che riguardano l’ancora per poco Presidente Donald Trump, che come saprete è stato bannato da diversi social network.

Trump non è stato bannato solo da Facebook e da Twitter, ma anche da Discord, Reddit, Snapchat e YouTube. Insomma, da buona parte dei social privati che conosciamo. Oltretutto Trump, come Salvini, si era lanciato anche su Parler per dar voce a fake news e teorie del complotto. Ma in seguito alle proteste presso il Campidoglio degli USA, che sarebbero state coordinate proprio su questo social network, Parler è stato rimosso dai server di Amazon andando offline. Tutto questo dimostra come i social network privati possano cancellare chi vogliono, ad esempio se si va contro le loro policy. Però c’è da considerare un aspetto fondamentale.

Infatti boccare Donald Trump a gennaio del 2021, dopo che negli ultimi anni ha fatto sui social tutto ciò che voleva, è davvero ipocrita. Sapete quanto è difficile per un content creator fare dei contenuti utili e che non siano necessariamente in linea con ciò che le piattaforme vogliono per creare i loro trend? È difficilissimo perché bisogna evitare le polemiche, i contenuti divisivi, le fake news e le facilonerie che generano tendenze. Perciò qual è la soluzione? A mio parere c’è bisogno di una nuova Internet, ma anche di un approccio diverso da parte delle piattaforme stesse, che potrebbero richiedere la carta di identità per concedere l’iscrizione agli utenti.

Oppure sarebbe bello se ci fosse un nuovo social con un modello di business completamente diverso. Naturalmente il controllo dei contenuti dovrebbe spettare alle autorità e ai governi, che per definizione sono al di sopra delle parti. Però è anche vero che magari potrebbe essere il mercato a muoversi per primo, creando per l’appunto nuovi social network che in qualche maniera offrano visibilità ai contenuti utili, interessanti e perché no, anche educativi. In questo modo si potrebbe invertire una tendenza ormai fin troppo conclamata che vede imperare sui social prevalentemente fondoschiena, seni e cuccioli. Senza dimenticare ovviamente i presidenti folli.

E voi cosa ne pensate?

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