Pwn2Own 2020 premia chi riesce ad hackerare una Tesla.

Jan 14, 2020

Il nostro Caffettino di oggi parte in quarta con una domanda da un milione di dollari: conoscete la differenza tra hacker neri e hacker bianchi? La risposta ve la do partendo da una notizia lanciata da diversi quotidiani: Tesla offrirà fino a un milione di dollari e una Tesla Modello 3 a chi, partecipando alla competizione Pwn2Own, scoprirà i bug dell'arcinota auto elettrica. Pwn2Own si svolgerà in Canada a marzo e per vincere il premio maggiore, ossia l'auto e 500mila dollari, bisognerà compromettere del tutto il software del Modello 3. Per vincere gli altri premi invece si dovranno hackerare solo alcuni sottosistemi di sicurezza del software Tesla.

A mio parere l'aspetto più affascinante di questa iniziativa è che se fino a qualche tempo fa l'opinione pubblica conosceva quasi esclusivamente gli hacker cosiddetti neri, ossia quelli che operano nel deep web rubando dati ad esempio alle aziende o sui social, oggi si considerano maggiormente gli hacker che, come quelli che parteciperanno a Pwn2Own, sono noti come bianchi. Microsoft, Facebook e Google sono solo alcune delle aziende che si sono avvalse dei servizi di questi esperti della sicurezza per assicurarsi che le proprie tecnologie e i dati degli utenti fossero sempre protetti. Ma chi sono di preciso gli hacker bianchi?

Si tratta di professionisti, non necessariamente ingegneri, ma comunque veri e propri geni capaci di entrare nei sistemi delle aziende e dei social network, eventualmente informarli della presenza di problemi e, in questo caso, aiutare a risolverli. Io li vedo un po' come la polizia buona contro la criminalità cattiva del deep web, perché il loro obiettivo è sopratutto quello di proteggerci. Ma il lavoro degli hacker bianchi va oltre i siti web, le piattaforme, i social e le applicazioni: questi ultimi si occupano anche dell'Internet of Things (IOT), ossia l'Internet delle Cose. Dagli elettrodomestici ai sistemi di riscaldamento per arrivare, come abbiamo visto, alle automobili.

In questo senso, gli hacker bianchi sono in grado ad esempio di evitare incidenti automobilistici, intrusioni alla nostra privacy domestica, deperimento degli alimenti all'interno dei frigoriferi connessi, alterazioni dei sistemi di controllo del riscaldamento ecc. Insomma, se l'Internet of Things fa sempre più parte della nostra vita abbiamo anche bisogno di nuovi angeli custodi, persone qualificate capaci di difendere questa nostra nuova sfera di esistenza digitale. Se fino ad ora sentendo la parola hacker abbiamo sempre pensato all'uomo nero, adesso potrebbe essere arrivato il momento di ricrederci.

E voi cosa ne pensate?

Fatemelo sapere scrivendo a [email protected]

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Buon ascolto e condividete!

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