Il piano editoriale è morto, ma i contenuti sopravvivono alla grande.

Jan 02, 2020

Prima di ascoltare questo Caffettino, preparate i fazzoletti. La notizia di oggi infatti è tutt'altro che positiva: il piano editoriale è morto. All'inizio credevamo che postare un articolo a settimana su un blog fosse sufficiente. Poi ci siamo illusi che pubblicare ogni giorno un post sui social sarebbe stato abbastanza. Infine abbiamo pensato erroneamente che programmare e postare stories in ogni singolo momento della nostra vita avrebbe avuto un senso. Ma poi ci siamo scontrati con una realtà ben diversa dalle nostre aspettative. Una realtà fluida in cui le informazioni, le situazioni e le competenze sono totalmente mutevoli e difficili da prevedere.

Facciamo un esempio per capire meglio perché il piano editoriale è morto: poniamo che un'azienda, un Brand o un professionista realizzi un classico piano editoriale per organizzare i propri contenuti sui social. Ebbene, nella maggior parte dei casi questo piano editoriale sarà stravolto dalla notizia, dalla situazione o dalla particolarità di un momento specifico. E allora qual è l'alternativa? La risposta è semplice: una persona in grado di creare un contenuto estemporaneo. Probabilmente non si tratterà di un contenuto perfetto, ma stare sul pezzo è molto più importante e vantaggioso che non reagire affatto e vivere fuori dal mondo.

Ma se il piano editoriale è morto non è solo a causa dell'epoca fluida in cui viviamo, ma anche del pubblico. Infatti il piano editoriale non tiene conto delle persone che sempre più generano informazioni autonomamente: live, commenti, domande, risposte, ma anche stickers. Tutti questi stimoli devono diventare il materiale per generare nuovi contenuti nel modo più veloce possibile, per essere reattivi e pronti a intercettare i nuovi trend che vengono dal basso. In questo senso si può parlare di una nuova generazione di piano editoriale fatto dai social, dalla community, dalle persone che rappresentano il nostro pubblico di riferimento.

Perciò in fondo, anche se il piano editoriale come lo abbiamo sempre concepito è morto, la buona notizia è che i contenuti sopravvivono alla grande. Quindi la sfida per i prossimi anni per quanto riguarda la creazione di contenuti è mettere da parte le vecchie strategie, i piani già scritti da altri, anche quelli dei guru della comunicazione, per essere sempre pronti a intercettare gli stimoli che ogni giorno provengono dalla realtà esterna e dal pubblico. Infatti anche il piano editoriale con i contenuti più belli del mondo si rivelerà inutile se non si fanno i conti con i trend del momento.

Se siete d'accordo con me, ma anche se non lo siete, fatemelo sapere scrivendo a [email protected], lasciate qui i vostri commenti e condividete. Io vi aspetto sempre sul mio sito www.mariomoroni.it dove trovate i Caffettini in podcast e l'audiolibro di Startup di Merda. Buon ascolto!

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