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Perché rinviare tutti gli eventi al 2021.

Il Caffettino vi aspetta puntuale ogni mattina. Invece tutti gli appuntamenti con gli eventi previsti nell’immediato futuro sono stati rinviati. L’esempio più lampante sono le Olimpiadi di Tokyo del 2020, che salvo ulteriori imprevisti sono state posticipate al prossimo anno. Si tratta di una situazione senza precedenti nella storia, dato che le Olimpiadi sono state cancellate esclusivamente in caso di guerre mondiali nel 1916, nel 1940 e successivamente nel 1944. Ma al di là dei Giochi Olimpici, oggi parliamo di tre validi motivi per cui noi tutti, organizzatori e partecipanti agli eventi, dovremmo renderci conto che è necessario rinviare qualsiasi iniziativa al 2021.

 

  • Il primo motivo riguarda il lockdown, ossia il periodo in cui bisogna stare chiusi in casa senza poter uscire. Quest’ultimo durerà ancora molto tempo, anche se all’inizio pensavamo si trattasse di una situazione di qualche settimana. Ancora non sappiamo se finirà a giugno, a settembre oppure anche più in là, ma certamente c’è ancora da aspettare parecchio prima che si ritorni a uscire come prima.

 

  • Il secondo motivo risiede nel fatto che, una volta finito il lockdown, anche se le persone avranno voglia di uscire non avranno molti soldi da investire. Ne consegue che organizzare un evento nel periodo in cui tutti usciranno significherebbe avere una concorrenza spietata di altri eventi, ma con un pubblico non molto spendente, il quale eventualmente avrà la possibilità di partecipare a un unico evento.

 

  • Il terzo motivo è che le persone, pur volendo uscire, lo faranno con moderazione. Ad esempio dopo l’11 Settembre la maggior parte delle persone ha aspettato diversi anni prima di prendere un aereo per viaggiare fuori dal proprio Paese. E probabilmente la stessa cosa accadrà per gli eventi: magari non passeranno anni, ma certamente mesi prima che ci lasceremo alle spalle la paura.


Pochi giorni fa il presidente Donald Trump ha affermato che a Pasqua saremo tutti liberi, ma è la stessa persona che, insieme ad altri esponenti politici, aveva definito questa pandemia una semplice influenza. Perciò risulta chiaro che le dichiarazioni che vengono dal mondo della politica internazionale e nazionale a volte siano frutto di interessi particolari, anche finanziari. Dal canto nostro, noi organizzatori di eventi dobbiamo avere la lucidità per capire ciò che è possibile fare con le informazioni che abbiamo al momento. E ad oggi è chiaro che per organizzare un evento con molto pubblico all’interno di una location bisognerà aspettare almeno la fine dell’estate.


Stando a questi ragionamenti, probabilmente vale la pena concentrarci sul lavoro online più che su quello offline, cercando di riorganizzare l’evento magari anche più in grande per il 2021, quando speriamo la situazione si sarà normalizzata, le persone saranno più tranquille e noi organizzatori di eventi avremo imparato qualcosa di nuovo: ad esempio a non sottovalutare l’importanza del teaser, di quando facciamo un lancio, di quando lanciamo un early booking, cioè i biglietti scontati, cercando di non sottovalutare l’intelligenza del pubblico. E non dobbiamo neanche sottovalutare le paure insite in ognuno di noi perché l’incertezza, si sa, è nemica del business.


E voi cosa ne pensate?


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Buon ascolto e condividete!

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