Netflix non ama lo smart working.

Sep 17, 2020

Ascolta "A Netflix non piace lo smart working" su Spreaker.

In questo caffettino ragioniamo su una notizia che mi ha stupito molto e che dimostra come lo smart working non piaccia a tutti. Reed Hastings, il co-fondatore e CEO del gruppo Netflix, recentemente ha rilasciato un’intervista al Wall Street Journal parlando di cultura aziendale, di iniziative in programma per il futuro della piattaforma e, non ultimo, di smart working. Nel momento in cui gli è stato chiesto se ci sono benefici legati al rimanere a casa dei collaboratori, Hastings ha risposto: “No, non vedo alcun aspetto positivo. Non essere in grado di incontrarsi di persona, in particolare a livello internazionale, è super negativo”. Quale futuro aspetta i dipendenti di Netflix?

Al momento non c’è ancora nessuna data certa per il loro rientro in ufficio, ma quando la crisi sanitaria lo consentirà gli impiegati torneranno alle proprie postazioni. In particolare, stando alla volontà espressa dal CEO dell’azienda, non appena sarà disponibile un vaccino per il coronavirus approvato, efficace e accessibile su larga scala, i dipendenti rientreranno al lavoro. Anche se non è dato sapere come sono organizzati gli uffici di Netflix, è sicuramente strano pensare che i vertici un’azienda così digitale ragionino in quest’ottica. Oltretutto, il terribile periodo all’insegna del Covid che ci siamo lasciati alle spalle non è stato affatto negativo per Netflix.

Infatti, con 193 milioni di abbonati a livello globale raggiunti a fine giugno, il servizio oggi domina più che mai il mercato dello streaming premium. E da questo punto di vista Hastings dovrebbe essere contento del cambio di paradigma in atto. Ma la sua non è l’unica voce ad andare contro corrente nel mondo digitale, considerando lo smart working in termini negativi. Per quanto mi riguarda, come ho detto più volte sono contrario al remote working e al telelavoro, mentre considero valido lo smart working in determinate situazioni. Credo che la soluzione migliore sia alternare giorni in cui lavorare da casa con giorni in cui andare in ufficio, magari per partecipare alle riunioni.

Oppure si potrebbe alternare una settimana piena in ufficio con una settimana a casa. In poche parole, in questo periodo difficile abbiamo sdoganato una nuova modalità di vivere l’ufficio e dovremmo prendere la palla al balzo, cercando di capire come sfruttare al meglio la situazione. Quello che non dobbiamo fare, comunque, è confonderci riguardo al fatto che il digitale equivalga allo smart working e che il lavoro tradizionale sia prerogativa delle aziende fisiche. Perché ci sono diverse situazioni, come nel caso di Netflix, in cui aziende totalmente digitali stanno rivalutando il lavoro smart o sono totalmente contrarie rispetto a questa modalità di lavoro. 

E voi cosa ne pensate?

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