La bufala dell’essere autentici.

Nov 07, 2021

Ascolta "La bufala dell'essere autentici" su Spreaker.

Ogni giorno alle 7:30 pubblico sulle principali piattaforme il podcast del Caffettino. Si chiama così perché è come se parlassi con i miei ascoltatori davanti a una macchinetta del caffè virtuale. Se dal lunedì al giovedì parlo di notizie che riguardano il mondo del business, del marketing e del digital, il venerdì lo dedico a una tematica che può ispirare i ragionamenti dei professionisti e degli imprenditori. E questa settimana, il Caffettino più amato dalla mia community è stato proprio quello di venerdì 5 novembre, in cui ho esordito invitando i miei ascoltatori a non essere autentici. Sì, perché l’autenticità è soltanto un falso mito ed essere se stessi non è né giusto né fattibile.

La mia riflessione è partita da un bel post che ho letto l’altro giorno. L’autore è Riccardo Scandellari (aka Skande), un amico che ha l’incredibile capacità di comunicare al meglio messaggi semplici, il che non è affatto facile. I suoi sono ragionamenti di buon senso, tendenzialmente come quelli che farebbero le nostre nonne. E in particolare, nel post in questione ragionava sul fatto che l’autenticità è un concetto sopravvalutato. Perché in fondo nel lavoro e nel privato nessuno vuole essere se stesso, quanto una persona migliore. Inoltre, se ci pensiamo bene, nessuno di noi è mai stato autentico se non quando è nato. Allora sì che eravamo realmente autentici.

Il fatto è che l’autenticità ha molto a che vedere con il nostro essere animale, il che non è per forza un bene. Questo perché se Madre Natura avesse solo aspetti positivi sarebbe davvero un peccato non essere più autentici, ma le cose non stanno così: la natura è fatta di catastrofi naturali, cambiamenti climatici e pandemie, perché anche il Covid-19 dipende dalla natura. Ne consegue che non è affatto necessario essere autentici per essere degli ottimi professionisti, imprenditori e, più in generale, delle ottime persone. Al contrario, bisogna essere in continuo cambiamento. Perché, come dice Skande, la mattina non ci svegliamo alle sei perché siamo autentici.

Allo stesso modo, non ci imbottigliamo nel traffico per andare al lavoro perché siamo autentici. Facciamo queste cose perché ci convengono o perché pensiamo che possano convenirci. Insomma, per concludere parafrasando il grande Giulio Cesare Giacobbe, dovremmo smettere di farci le seghe mentali e, aggiungo io, andare oltre il falso mito dell’autenticità per vivere una vita normale. Proprio come ci consiglierebbero le nostre nonne. Questo significa essere felici di quello che siamo oggi, per poi cambiare domani. Perché niente è più autentico del cambiamento. È questa la risposta più semplice a tante domande che alle volte ci sembrano complicate.

E voi cosa ne pensate?

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Buon ascolto e condividete!

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