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Giornata dell'Epilessia.

Il Caffettino di oggi mette da parte le notizie per concentrarsi su un tema che mi sta molto a cuore: l'epilessia. Oggi infatti è la Giornata dell’Epilessia, dedicata alla lotta contro tutte le forme di questa malattia e nata per sensibilizzare l’opinione pubblica al riguardo. In Italia sono moltissime le iniziative previste per oggi e per tutto l’arco della settimana organizzate dalla Lega Italiana Contro l’Epilessia, di cui sono ambasciatore. Ebbene sì, perché come forse qualcuno di voi già saprà, soffro in prima persona di questa malattia: qualche anno fa, dopo la mia ultima crisi, decisi di sfruttare la mia visibilità per iniziare a parlare della malattia in prima persona.


Anche se conduco una vita normale, sono sempre sotto osservazione e ci tengo ad affrontare questo argomento a modo mio, ossia in maniera leggera, per quanto è possibile, senza opprimervi con la mia personale esperienza: siamo in tanti a dover fare i conti con i nostri problemi e le nostre malattie, ma ritengo che sia importante far luce sull’epilessia perché riguarda un numero non indifferente di persone. In particolare, siamo oltre 500mila in Italia a soffrire di questa malattia neurologica che si esprime in forme molto diverse, che si manifestano con episodi ricorrenti di alterazioni delle funzioni cerebrali, meglio conosciuti come crisi epilettiche.


Ma al di là dei dettagli clinici, un aspetto particolare dell’epilessia è che ha molto a che vedere con il digitale, l’informazione e i media: probabilmente avrete notato che ad esempio, all’inizio dei videogiochi e di molti film o serie su Netflix e Amazon Prime Video vengono mostrati degli annunci che avvertono di fare attenzione nel caso in cui si soffra di fotosensibilità. Quest’ultima è una delle tante epilessie esistenti, tra l’altro quella di cui soffro io. E queste avvertenze per la salute informano i videogiocatori o il pubblico che il contenuto in questione potrebbe causare una crisi. Ma se la tecnologia può causare gli attacchi epilettici, può anche evitarli?



Purtroppo attualmente la risposta è negativa. La tecnologia infatti è ben lontana dal capire come evitare problemi a chi soffre delle varie forme di epilessia e in particolare di crisi dovute a lampeggiamenti e intermittenza delle luci: anche se andiamo avanti con innovazioni impensabili fino a pochissimi anni fa, non riusciamo ancora a trovare una cura per l’epilessia come per altre malattie. Ma ciò che al momento ognuno di noi può fare è informarsi: ecco perché il mio consiglio di oggi è andare su lice.it, il sito della Lega Italiana Contro l’Epilessia, per scoprire di più su una malattia che magari riguarda anche persone a voi vicine, anche se non lo sapete.


E voi cosa ne pensate?


Fatemelo sapere scrivendo a [email protected]


Vi ricordo che sul mio sito trovate tutte le informazioni su quello che faccio, i Caffettini in podcast e l'audiolibro di Startup di Merda, gratuito per chi si iscrive alla community.


Buon ascolto e condividete!

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