Chi Odia Paga. Il sito per le vittime di odio online.

Jan 24, 2020

Questo Caffettino è un po' amaro, perché oggi parliamo di odio. Si tratta di un tema che conosciamo bene, anche grazie ai media che spesso riportano notizie di ragazzi bullizzati nelle scuole o di donne molestate dallo stalker di turno, solo per fare alcuni esempi. Ma il problema va oltre questi casi: hate speech, cyberbullismo, revenge porn e diffamazione online sono all'ordine del giorno e dimostrano quanto siamo ancora lontani dall'avere un rapporto sano con il digitale. In ogni caso passiamo alla buona notizia, perché oggi c'è chiodiapaga.it, una piattaforma gratuita che supporta le vittime di odio online e permette loro di denunciare subito un attacco.


Su Chi Odia Paga basta inviare la propria richiesta di aiuto compilando un apposito form. Successivamente un algoritmo, che si avvale della consulenza di avvocati specializzati in reati online, permette di sapere se si è vittime di odio online confrontando il caso in questione con oltre 1.500 sentenze passate. Nell'eventualità in cui sia in atto un reato, un feedback automatizzato informa l'utente della sanzionabilità legale dei commenti ricevuti e gli suggerisce di prendere contatto con un avvocato per procedere. Anch'io ho effettuato il test rispondendo a una serie di domande semplici, ma allo stesso tempo destabilizzanti, per capire la portata del problema.


Chi Odia Paga può esservi utile se ad esempio siete vittime di hate speech o cyberbullismo, ma se anche non fosse così potreste far conoscere il sito all'interno delle vostre comunità, perché nonostante una conoscenza diffusa dell'odio online, c'è ancora molto da fare per contrastare questa cultura: ci sono cose che non diremmo mai in pubblico o alla persona che abbiamo di fronte, ma online e in particolare sui social ci permettiamo di essere più sfrontati e, a volte, crudeli. Questo perché distinguiamo erroneamente Internet dalla vita reale e immaginiamo che ci sia una distanza tra noi e la nostra vittima.


Ma l'odio va al di là dell'online e arriva anche nelle nostre aziende, dove il mobbing regna sovrano. Questa parola è entrata nel nostro linguaggio quotidiano da molto tempo, ma spesso non ci ricordiamo cosa significa davvero: Wikipedia ci ricorda che purtroppo parliamo di “una comunicazione ostile, non etica, diretta in maniera sistematica da parte di uno o più individui generalmente contro un singolo individuo". D'altro canto c'è anche da dire che qualche volta è difficile comprendere cosa accade davvero e se si è in diritto o meno di denunciare la situazione. In ogni caso, negli uffici come online l'unica soluzione possibile è promuovere la cultura del rispetto.


E voi cosa ne pensate?


Fatemelo sapere scrivendo a [email protected]


Vi ricordo che sul mio sito trovate tutte le informazioni su quello che faccio, i Caffettini in podcast e l'audiolibro di Startup di Merda, gratuito per chi si iscrive alla community.


Buon ascolto e condividete!

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