Perché WeChat è tanto importante per i cinesi all’estero?

Oct 07, 2020

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Benvenuti al Caffettino, dove dal lunedì al venerdì chiacchiero con voi di temi legati al mondo del business e del digitale, come se fossimo davanti alla macchinetta del caffè. Oggi parliamo di WeChat e in particolare rispondiamo alla domanda: perché WeChat è così importante per i cinesi che si trovano all’estero? Potrebbe sembrare una questione scontata, ma non lo è affatto. Partiamo dall’assunto che non si può vivere in Cina senza questa applicazione: è quasi impossibile trovare tra i cittadini cinesi, inclusi quelli espatriati, qualcuno che non abbia sullo smartphone WeChat, nota in Cina con il nome di Weixin. Ma perché quest’app è così essenziale?

Utile per messaggiare, ma anche per mandare mail ed effettuare acquisti online e dal vivo, spesso WeChat è l’unico strumento che la maggior parte dei cinesi all’estero ha per comunicare con i parenti e gli amici nella terra d’origine. Di proprietà della società Tencent, WeChat è infatti diffusa specialmente come app di messaggistica, se si pensa che viene utilizzata da milioni di cinesi e che può vantare oltre un miliardo di utenti attivi mensilmente. Probabilmente è proprio per questo motivo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha preso di mira l’applicazione nella sua lotta personale contro il Paese asiatico, decidendo di metterla al bando in America.

L’ordinanza di Trump è stata sospesa dopo l’ingiunzione di un giudice federale, ma ha sconvolto la comunità cinese e potrebbe causare danni da miliardi di dollari. Bisogna anche considerare il ruolo importante che l’app può avere sulle minoranze, non solo in Cina. Infatti WeChat era la piattaforma social più popolare tra i circa 90mila rifugiati tibetani in India. Ma dopo le tensioni tra il governo indiano e quello cinese al confine tra i due stati, le autorità indiane hanno bloccato l’accesso a WeChat e ne hanno impedito il download da Google Play e AppStore. Ciò ha interrotto i rapporti tra i tibetani e i loro parenti all’estero, rendendo i primi dei rifugiati digitali.

Gli utenti di WeChat temono che l’esperienza possa ripetersi anche negli USA, dove vivono milioni di cinesi. Spesso ci dimentichiamo di quanto il mondo sia vasto e complesso rispetto alle semplificazioni che tendiamo a fare noi occidentali. E non teniamo presente che esistono delle forme di repressione per quanto riguarda l’accesso ai dati e alla comunicazione. Per noi imprenditori può essere un ottimo esercizio guardare al di là dei nostri confini e cercare di comprendere come la politica internazionale influisca sulla realtà di queste grandi aziende. Perché ciò che succede oggi fuori dall’Occidente, se non facciamo attenzione, potrebbe accadere anche da noi.

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